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Natura ed arte
I boschi ed il paesaggio

Comerio è un paese particolarmente fortunato sotto l’aspetto climatico e paesaggistico. E’ adagiato sulle pendici meridionali del massiccio del Campo dei Fiori in una posizione fortemente panoramica quasi unica nel territorio del varesotto.
Il nome Campo dei Fiori deriva con tutta probabilità dalle imponenti fioriture soprattutto di narcisi, che un tempo coloravano i pascoli in periodo primaverile.
La particolare collocazione geografica e le caratteristiche geologiche del Parco hanno favorito l’instaurarsi di una vegetazione molto varia, con boschi di faggi in alto e di castagni a quote più basse. In autunno è d’obbligo una gita in questi boschi proprio per meravigliose passeggiate nei vividi colori del bosco cangiante e per divertenti castagnate.
Nel parco vi sono areee di flora rupicola e ambienti torboso-paludosi ricchi di presenze faunistiche tipiche dell’orizzonte prealpino posto fra i 600 e i 1200 metri di quota.
Frequentissimi, anche nei giardini privati, scoiattoli rossi e ricci.
Nei boschi si possono avvistare cinghiali, volpi e cervi oltre a varie specie di rapaci e, a tarda sera, durante la stagione estiva, stormi di pipistrelli. Dal 1997 al 2003 sono stati condotti studi su questi mammiferi volanti e si è così scoperto che grotte, alberi e sottotetti ne ospitano circa 20 specie diverse.

Sentieri

Sono 18 i sentieri che consentono al visitatore di percorrere a piedi o in mountain-bike le zone più interessanti del Parco Naturale del Campo dei Fiori. Per gli amanti del trekking dalle frazioni del Cugnolo e del Mattello partono i sentieri 11 e 12 che conducono per vie diverse fino alla sommità della montagna.
Il sentiero 12 tocca le Grotte del Remeron e  l’Abisso della Sconduràva fino alla vecchia strada militare che percorre la cresta del massiccio in direzione Est-Ovest.
Percorrendo il Campo dei Fiori non ci si può smarrire, tanto è ricco di ampie vedute e riferimenti naturali. Semplici sentieri permettono di visitare le cime Campo dei Fiori (m. 1226), Paradiso (m. 1226) e la punta del Meriget (1164). Sul versante est del massiccio vi sono luoghi di grande spiritualità ed di alto valore artistico quali il sacrario delle Tre Croci (m. 1124) ed il Santuario di S. Maria del Monte conosciuto semplicemente come Sacro Monte con il suo pittoresco borgo barocco.
Sul versante ovest a quota 1139 si trovano i ruderi di un’area fortificata appartente alla “Linea Cadorna”, il Forte di Orino, oggi  il luogo ideale per un bivacco ristoratore o per bagni di sole nei pomeriggi d’estate.
Per la mappa completa dei sentieri visita il sito www.parcocampodeifiori.it

Le Grotte

Nel territorio di Comerio sono censite 18 cavità naturali. Ricordiamo tra i più noti il Büs del Remeròn, l’Abisso della Scondurava, l’Abisso dei Ghiri e il Büs di Strì.
La grotta del Remeròn è senz’altro la più importante per vastità nel sistema carsico del Campo dei Fiori. Ha il suo ingresso a quota 750 metri e scende in vasti ambienti fino a quota 524 m. Fino al ‘900 la grotta rimase inesplorata tranne che per i primo tratto dell’ingresso e su di essa fiorirono le solite leggende di tesori nascosti, di comunicazioni con il lago di Varese e di animali favolosi.
Nel 1900 Luigi Bertarelli ne intraprese l’esplorazione scoprendo il lago che porta il suo nome.
Nel 1914 la prima parte fu aperta al pubblico dopo essere stata attrezzata con scalette di cemento armato e illuminazione ad acetilene. Nel dicembre del ’34 venne scoperto un secondo laghetto che porta il nome di Augusto Binda.
Nel 2004 l’Ente Parco Campo dei Fiori ha provveduto alla rimessa in sicurezza del primo tratto della discesa nella grotta per visite turistiche fino a 40 metri di profondità sotto l’ingresso.
Per maggiori informazioni e programmi delle visite guidate: www.grottaremeron.com

Chiesa di San Celso – Monumento Nazionale
Foto della chiesa di S. Celso

Appartenente ad un gruppo di chiese edificate nella zona tra il X e l’XI secolo, San Celso resta a testimoniare l’ubicazione del primitivo nucleo urbano del paese.
Edificata da maestranze locali rivela nelle sue forme – soprattutto nella torre campanaria – l’intervento dei maestri comacini.

La costruzione che oggi vediamo faceva parte del complesso più ampio dell’Abbazia di San Celso dipendente dall’omonima chiesa dei benedettini a Milano. I monaci, intorno alla metà del 1500 lasciarono il complesso che , dopo essere stato utilizzato come carcere, nel 1700 venne ceduto a famiglie del luogo risparmiando la sola chiesa.

Foto della chiesa di S. Celso

L’edificio è formato da una sola aula di circa 60 metri quadri.
La parete nord conserva la traccia di due finestre romaniche sostituite in periodo rinascimentale con due aperture tonde. Sull’abside, decorata con i caratteristici archetti, si aprono tre monofore strombate; la centrale venne tamponata nel 1500 per consentire la realizzazione dell’affresco della Crocefissone coi Santi Celso e Benedetto che ancora si conserva.

Affresco della crocifissione

Foto della chiesa di S. Celso, il campanile

Il lato ovest presenta una essenziale ed asimmetrica facciata a campana con ingresso centrale sovrastato da lunetta.
A ridosso della parete meridionale si alza il campanile che, al di fuori dell’apertura della cella campanaria, modificata nel 1600, conserva intatto il sapore della decorazione romanica.

Con il decreto n. 2030 del 19 agosto 1922, la chiesa divenne Monumento Nazionale.

 

Parco di Villa Tatti Tallachini – Parco della Musica

E’ situata su un ampio terrazzamento che poeticamente domina il Lago di Varese da uno dei punti più panoramici di tutta la provincia.
La villa, edificata per volontà dell’avvocato Benedetto Tatti nel primo lustro del 1700, si ricollega alla scuola milanese del Ruggeri e del Croce per la freschezza e la semplicità della disposizione planimetrica con pianta a corpo semplice dal quale prende inizio l’ampio parco.
Seguendo l’andamento scosceso del terreno, il giardino si articola in scalinate con giochi d’acqua, statue, nicchie e ninfei.
Sul finire dell’Ottocento la proprietà passò alla famiglia Tallachini che aggiunse al lato orientale della costruzione settecentesca l’edificio della grossa filanda, arricchì ulteriormente il parco e destinò l’edicola a singolare luogo dove ascoltare concerti da camera.
Nel corso dei suoi trecento anni di vita ospitò personaggi di rango in visita a Varese: la corte del Governatore di Milano nel 1725 ed il secolo successivo Giuseppe Verdi.
Negli anni ottanta, la villa, dopo essere stata venduta dall’ultimo proprietario Roberto Berger, è stata trasformata in appartamenti di lusso che ne rispettano il valore artistico.
Nei nostri giorni, l’Amministrazione Comunale ha acquistato la porzione di parco ricca di resti monumentali e comprendente anche l’edicola della musica. Insieme alla Soprintendenza Nazionale ai Beni Culturali, è stato approntato l’ambizioso progetto di riportare quest’area storica all’antico splendore ed di permetterne un utilizzo pubblico con finalità culturali.

 
Comune di Comerio - Via Stazione 8, 0332 743156, 0332 746353 - fax 0332 744240

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